Navi italiane: Comandanti comunitari dovranno conoscere l’italiano

Per accedere alle funzioni di su navi battenti , un cittadino di uno Stato membro dell’ o di un altro Stato facente parte dell’accordo sullo spazio economico europeo, dovrà sostenere un esame atto a dimostrare la conoscenza della lingua italiana e della .

Lo stesso vale per un Primo Ufficiale di coperta a cui sono delegate le funzioni di Comandante. I requisiti per essere ammessi all’esame sono: a) certificato di abilitazione rilasciato dallo Stato di cittadinanza in base alla STCW ’78, nella sua versione aggiornata, in corso di validità; b) certificato di convalida del certificato di abilitazione rilasciato dall’Autorità Consolare Italiana all’estero. L’esame ha carattere teorico e pratico e consiste in una prova scritta ed una orale.

La prova scritta ha per oggetto la compilazione di un libro di bordo di lingua italiana ovvero un atto amministrativo rientrante nei compiti che il Comandante svolge nelle sue funzioni di Ufficiale di stato civile; mentre la prova orale consiste in un colloquio in lingua italiana sulla conoscenza della legislazione italiana del settore marittimo.

Tutto questo è stato confermato con il decreto emanato nei primi di febbraio 2012, a firma del Ministro Corrado Passera, in via di pubblicazione sulla . In questo modo l’Italia si adegua alle 2002/84/CE (in materia di sicurezza marittima) e della 2008/106/CE (requisiti minimi di formazione per la gente di mare); direttive che prevedono l’imbarco di cittadini di uno Stato membro della UE, non iscritti alla gente di mare.

Poiché i nostri artt. 119, 292 e 292 bis del (requisiti per l’ e funzione di Comandante di navi) riguardano soprattutto l’esercizio delle funzioni di Comandante e di Primo Ufficiale di coperta, i cittadini comunitari imbarcati a bordo di navi battenti bandiera italiana, dovranno adeguarsi e sostenere l’esame di cui al decreto approvato pochi giorni addietro. I programmi delle prove scritta ed orale come pure le modalità di svolgimento sono contenute nel decreto citato.

Abele Carruezzo